Pommefritz Crew 2.0

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Testo Introduttivo

Ognuno di noi è portatore sano di follia. Siamo giudicati perfettamente in possesso delle nostre facoltà di intendere e volere ma potenzialmente il nostro cervello potrebbe detonare da un momento all'altro. Le cronache estive sono testimoni dell'esistenza di queste mine vaganti. "Padre di famiglia ammazza moglie e figli per poi suicidarsi". La linea di demarcazione che ci separa da avvenimenti di questo tipo è molto labile.

Noi, Massimiliano Boschini e Mauro Manuini, non sappiamo cosa sia la follia, ma crediamo che ci possa precipitare in ogni momento. Una falsa percezione, un'allucinazione, una visione mistica, qual'è la differenza? Che uno si riprende, che l'altro di crede, che il terzo ci crede. Qual è il rimedio? Che uno dopo aver visto la donna amata in un'estranea si riassesta; l'altro, dopo averla vista nel vuoto, scambia il sogno con la realtà e con qualche psicofarmaco si riprende; il terzo non si riprende perché ha il consenso sociale nei casi più fortunati e, se non ce l'ha, cade in depressione. La follia è un prodotto dell'immaginazione, che è quell'unica risorsa che noi abbiamo per inventare un mondo quando questo diventa invivibile. E i margini di vivibilità oggi si riducono sempre di più. E se il resto del mondo muore di fame, di sete e di malattia, noi moriremo di follia, scambiata per normalità, anzi per civiltà. Perché è della nostra civiltà non avere più un minuto di tempo per uno sguardo intenso per i figli, per uno sguardo accogliente a chi abita con noi, capaci solo di uno sguardo attento e interessato unicamente a chi ci prospetta riconoscimenti ed emancipazione nel mondo del lavoro che è diventato il luogo eminente della nostra identità. Se il potere non è follia, se il denaro non è follia, se il sesso non è follia, cosa resta alla follia se non il degrado esistenziale, e poi economico, e poi sociale. E allora diciamolo che da noi è follia l'emarginazione sociale di chi, improduttivo in questo mondo o incapace di stare in questo mondo, per vivere inventa mondi che, se artistici, vengono riconosciuti come arte e poesia, come follia gentile; se privi di mezzi espressivi riconosciuti, vengono rubricati come follia per la gioia delle industrie farmaceutiche e per la quiete che tutti trovano in un'adeguata definizione.

Noi, Massimiliano Boschini e Mauro Manuini, creatori di mondi "artistici" rendiamo partecipi voi delle nostrefollie gentili. INella galleria troverete gli autoscatti che ci immortalano all'interno di questi universi paralleli, creati come antidoto al mondo "reale" e alla cosiddetta "normalità". Viva la follia gentile.

Intro Text

We're all healthy carriers of insanity. We're supposed to have full possession of our mental faculty but our brain could potentially and suddenly detonate. This summer daily chronicles witnesses the existence of these wandering mines. "Fathers kills wife and children, then commits suicide". The demarcation line which separates us from this kind of occurrences is extremely thin.

We, Massimiliano Boschini and Mauro Manuini, We don't know what insanity is, but I do know that I could descend into it every single day. A false perception, a hallucination, a mystical vision, where is the difference? In one case, you perk up, in the other case too, but in the last case you believe in it. And which is the remedy? In the first case, after seeing your beloved into a stranger woman you recover; in the other case, after seeing her in the vacuum you mistake the dream for reality and only thanks to some psychotropic drugs you recover; in the third case you don't recover because, in the luckiest of cases, you receive social consensus but if you don't, you fall into depression. Insanity is a product of imagination, which is our only resource for inventing a world when this one becomes unbearable. And today the bearable limits are effectively shrinking. While the rest of the world starves to death or dies of thirst and disease, we'll die of insanity, mistaking it for normality, or better still, for civilization. Because it is typical of our civilization not having time for a brief and intense look to our children, for a warm look to those we live with, we are only capable of giving careful and opportunistic looks to those who offer us acknowledgments and emancipation in the workplace, which has become the foremost place of our identity. If power is not insanity, if money is not insanity, if sex is not insanity, what else is left to insanity if not only the existential decay, and then the economic and finally the social one? Let's say it: in this world insanity is the social alienation of those who, being unproductive or incapable of staying in this world, invent other worlds in order to survive. Worlds that, if artistic, are acknowledged as art and poetry, as gentle insanity; but when they lack of acknowledged expressive means, they are ranked as insanity to the great joy of pharmaceutical industries and for that calmness that everyone finds in a proper definition.

We, Massimiliano Boschini and Mauro Manuini, maker of "artistic" worlds, We offer you a look into our gentle insanities. Here attached you'll find my self-timers. They immortalize me within these parallel universes, created as antidote to the "real" world and to the so-called "normality". Every picture is a map which allows me to deal with them. Inspired by the texts of the philosopher Flusser Vìlém, who said: "a real photographer rediscovers the same scenes in ways, which are always very different", so I go on finding myself every time in different places. Following Noah Kalina's exhibition at the Musée de l'Elysée in Lausanne, which was ironically entitled "We're all photographers Now", we could go further and change it into the motto "Kindly, we're all a little bit insane now" Up with gentle insanity!